| Difficoltà: | v3 a2 IV |
| Periodo: | primavera |
| Lunghezza: | circa 1,7 km |
| Dislivello: | 393 metri (467-70) |
| Calate: | circa 14, calata più alta 30 metri |
| Ancoraggi: | sufficienti - 2005 |
| Tempi: | 5' avvicinamento + 4h + 1h rientro |
| Navetta: | circa 2 km |
| Materiale: | 2 corde da 60 metri |
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| Accesso a valle: da Porto si segue la strada in direzione di Piana fino al parcheggio della Tête du Chien, una curiosa formazione rocciosa a forma di testa di cane. |
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| Accesso a monte: si prosegue verso Piana fino al Pont de Cavallagghiu, che scavalca il Dardo subito dopo la zona più spettacolare delle Calanches. 200 metri oltre sulla destra si trova uno spiazzo in cui parcheggiare. |
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Avvicinamento: si torna al ponte e si entra nel torrente. |
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Rientro: sulla riva destra del torrente formato dalla confluenza fra il Dardo ed il torrente che scende dal Vallon des Roche Blues si notano sulla riva destra, una trentina di metri sopra il greto del torrente, degli "ometti" di pietra (per raggiungerli bisogna un po' arrangiarsi "ravanando" nella macchia). Questi ometti segnano una "intuitiva" traccia di sentiero che risale nella macchia fino al bastione roccioso dello Chateau Fort. Giunti alla base del roccione, fra immani sofferenze (a meno che non siate dei cinghiali), si aggira a destra e, su sentieri via via più evidenti, si raggiunge un punto panoramico caratterizzato da una selva di ometti innalzati dai gitanti che seguono il sentiero turistico che parte dalla Tête du Chien. Noi percorriamo il sentiero in senso inverso, finalmente rilassati, fino alle auto. |
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Nota: è possibile rientrare via mare. Alla confluenza si prosegue (circa 30') fino all'anse du Dardo. Nuotando per 1 km circa in direzione sud si raggiunge la psiaggia di Ficajola, dove è possibile lasciare un auto. Il tutto mare permettendo e dotandosi di pinne. |
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