Rio Rasiga

Spettacolare discesa alpina divisa in due parti: la prima caratterizzata da forte portata con tuffi e toboga a volontà, la seconda da splendidi meandri scavati nel granito. Nel complesso una discesa imperdibile, nonostante l'acqua gelida. Percorso lungo e faticoso.

 

Difficoltà: v5 a5 V
Periodo: da luglio a ottobre
Lunghezza: circa 3 km
Dislivello: 500 metri (1230-730)
Calate: 29, calata più alta 25 metri
Ancoraggi: ottimi - 2010
Tempi: 20' avvicinamento + 7 h + 15' rientro
Navetta: 8,4 km
Materiale: 2 corde da 60 m

 

ATTENZIONE! Installazioni artificiali a monte e a metà percorso.

Accesso a valle: da Domodossola, raggiungibile con la SS33 del Sempione, si seguono le indicazioni per Bognanco e si risale quindi l'omonima valle. Circa 1 km dopo Messasca, e poco prima di entrare a Fonti, si posteggia nell'ampio parcheggio che che precede il ponte che passa dalla riva destra alla sinistra del Bogna.

Accesso a monte: si prosegue sulla strada attraversando Fonti. La salita è ripida e con molti tornanti, si prosegue fino a superare l'abitato di San Lorenzo e le frazioni di Graniga e Pianzola. Poco dopo quest'ultimo borgo ad un bivio si svolta a destra in direzione San Bernardo. Un grosso ponte supera una profonda valle parallela della valle del Rasiga. Si continua per altri 700 metri fino ad arrivare all'Alpe Vergengio, su un rettilineo parallelo alla valle del Rasiga. Ancora pochi metri e, subito dopo una curva a gomito verso sinistra, si posteggia la macchina sul bordo della strada.

Avvicinamento: dal lato a monte della strada parte un sentiero in direzione Alpe Baim - Torrente Arabianca. Alle prime case che si incontrano, dopo poche decine di metri, si svolta a destra (cartello indicatore) sul sentiero per Alpe Baim, tralasciando il percorso che prosegue dritto. Il nostro sentiero prosegue ora a mezza costa, con saliscendi. Si incontra un bivio in cui si prende a sinistra (scritta gigantesca su un tronco e di seguito bolli rossi), abbandonando la mulattiera principale. Si prosegue nel bosco fino a raggiungere il greto nei pressi di un evidente traccia di scavo che sembra quasi un tratturo (lavori per le briglie costruite negli anni 2006-2007). Da qui si scende sulla traccia in riva destra fino ad incontrare il rudere di una vecchia casa e quindi all'acqua.

Rientro: si prende il sentiero che dal ponte sale in riva destra, dopo pochi metri ad un bivio si prende a sinistra in discesa ed in 15 minuti di comodo cammino si giunge alle case di Fonti.

Note
1. Se la presa a metà percorso non capta l'acqua è sconsigliabile intraprendere la discesa della seconda parte, molto stretta.
2. Il primo tratto di discesa (circa 20-30 minuti) può essere evitato: al bivio nel bosco si rimane sulla mulattiera principale e si scende direttamente alla passerella in ferro.
3. Al termine del percorso descritto, dal ponte si può proseguire ancora per circa 40 minuti, superando una cascata appoggiata di 70 metri (frazionata 45 + 25, caduta sassi) e, dopo un lungo tratto di caos, una di 22 metri. Questo tratto non aggiunge nulla alla bellezza della discesa, poiché la progressione avviene in zone invase da frane (anche recenti) e praticamente all'asciutto. L'uscita avviene comunque in riva destra, poco dopo la confluenza col Bogna.

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